Dietro ogni bottiglia di vino Vivera c'è una lunga storia.
FAMIGLIA VIVERA © PH. ARMAND ROTOLETTI 2014
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Questa storia racconta di campi, orti, vigne e vendemmie, di mani sporche di terra e di mosto. Una storia di lavoro duro, cominciata dai nostri avi più di un secolo fa e tramandata di generazione in generazione. Un lavoro che non conosce pause e, soprattutto, non ammette mezze misure. Solo uve di qualità, selezionate e cresciute in vigneti lavorati in biologico con cura. Solo un lavoro meticoloso e paziente, per ottenere una materia prima perfetta, che meritava di essere lavorata nella cantina ideale.

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Una cantina che non doveva essere solamente una cantina, ma una casa.
La casa del nostro vino.

Come accade nelle grandi storie d’amore, non servì molto per capire che il luogo che cercavamo era quello che si rivelò ai nostri occhi in Contrada Martinella, alle falde dell’Etna, il 5 febbraio 2002. Un antico vigneto inutilizzato da anni, con muretti a secco e scale in pietra lavica. Un paesaggio incantevole e unico al mondo: davanti, il mare Ionio; alle spalle la vetta dell’Etna. Entrambi a 9 km da noi.
Lì, a metà strada tra l’acqua ed il fuoco, c’era il terreno ideale per la coltivazione biologica: sano, equilibrato, costantemente raggiunto dal vento che arriva ora dal vulcano, ora dal mare. C’era lo spazio perfetto per costruire una cantina tecnologicamente all’avanguardia e al contempo in armonia con la natura, che si immergesse completamente nel paesaggio circostante tanto da risultare quasi invisibile all’esterno. C’era il luogo in cui avremmo accolto appassionati ed esperti di vino che sarebbero giunti da tutto il mondo per conoscere il frutto del nostro lavoro